Oslo processa Breivik a porte chiuse

Durante l'udienza Breivik ha ammesso di avere messo la bomba al ministero e sparato al campo estivo di Utoya, ma si è proclamato innocente e ha detto di voler salvare l’Europa dal “marxismo culturale” di cui è colpevole anche e soprattutto il partito laburista norvegese.
16 AGO 20
Immagine di Oslo processa Breivik a porte chiuse
Si è tenuta a porte chiuse l'udienza preliminare davanti al giudice istruttore per Anders Behring Breivik, il trentaduenne che ha confessato le due stragi in Norvegia. L'autore del massacro aveva chiesto che l'udienza fosse pubblica per spiegare i motivi del suo gesto, ma la polizia ha voluto evitare di dar spazio alla sua propaganda. Tra l'altro, secondo la Bbc, le autorità temevano che potesse mandare messaggi in codice ai suoi eventuali complici. La folla ha tentato di bloccare la macchina che trasportava Breivik in tribunale ed è dovuta intervenire la polizia. Il giudice Kim Heger ha confermato l'arresto e ha disposto la custodia preventiva per otto settimane (il massimo consentito). L'accusa nei suoi confronti è quella di atti terroristici.
Durante l'udienza Breivik ha ammesso di avere messo la bomba al ministero e sparato al campo estivo di Utoya, ma si è proclamato innocente e ha detto di voler salvare l’Europa dal “marxismo culturale” di cui è colpevole anche e soprattutto il partito laburista norvegese. Quest'ultimo, secondo Breivik, doveva pagare "per l'alto tradimento". Inoltre, il terrorista ha detto di aver agito col sostegno di due “cellule”, sulla cui esistenza la polizia sta investigando.
Il pubblico ministero, Christian Hatlo, ha già presentato una richiesta per una custodia cautelare di otto settimane, il massimo consentito dalla legge penale norvegese, alla luce dell'eccezionalità del caso. Il capo della polizia di Oslo, Sveinung Sponheim, ha detto ai giornalisti che vi sara un ampio dispiegamento di polizia in tribunale dove verrà discussa la convalida dell'arresto di Breivik.
Il Consiglio Nazionale di Sicurezza britannico si riunirà in giornata dopo la notizia dell'incontro di Breivik con un gruppo di estremisti di destra a Londra. Lo ha riferito la Bbc, aggiungendo che Scotland Yard si è messa in contatto con le autorità di Oslo. Il delirante manifesto di 1500 pagine che Breivik ha diffuso su Internet è datato Londra 2011, è scritto in inglese e firmato con quello che appare il nome anglicizzato dell'autore: Andrew Berwick. Nel testo, Breivik dice di essere stato reclutato da due estremisti inglesi a una riunione avvenuta a Londra nell'aprile 2002, alla quale hanno partecipato otto persone. Inoltre afferma di avere fra i suoi amici su Facebook oltre 600 membri della movimento English Defence league (Edl) e di essere in contatto con i loro leader. L'Edl ha smentito ogni contatto con lui.
Nel manifesto vi sono attacchi contro gli ex primi ministri laburisti Tony Blair e Gordon Brown e il principe Carlo d'Inghilterra. Vengono inoltre indicati alcuni obiettivi britannici da colpire, fra cui le piattaforme petrolifere offshore. Il primo ministro britannico, David Cameron, guiderà la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza, cui partepano ministri, vertici militari e dei servizi. Un funzionario di Scotland Yard si è recato in Norvegia per collaborare all'inchiesta.
Tra gli altri potenziali obiettivi, nel testo Breivik cita l'ex primo ministro laburista norvegese, alla guida del paese per tre mandati (1981-1996) definita "assassina del paese" e Benedetto XVI, accusato di essere "codardo, incompetente, corrotto e illegittimo", ma anche Lady Gaga e Madonna definite "promiscue".
Breivik sperava di uccidere l'ex primo ministro norvegese Gro Harlem Brundtland sull'isola di Utoya. Lo ha confessato durante il lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto dalla polizia, secondo quanto riferisce il quotidiano norvegese Aftenposten. Agli inquirenti, Breivik ha spiegato che voleva uccidere la Brundtland quando si è recata a al campo estivo laburista all'inizio del pomeriggio di venerdì, ma che poi è arrivato troppo tardi.
La Norvegia si è fermata a mezzogiorno per un minuto di silenzio in ricordo delle decine di vittime dell'attentato di Oslo e nell'isola di Utoya. L'omaggio è stato guidato da re Harald V e dalla famiglia reale norvegese con il premier, il laburista Jens Stoltenberg, che si sono raccolti di fronte all'edificio centrale dell'Università di Oslo e poi hanno firmato un libro di condoglianze all'interno. Il minuto di silenzio, a cui si sono uniti gli altri paesi scandinavi, si è svolto un'ora prima dell'inizio dell'udienza preliminare per Anders Breivik, che ha confessato di essere l'autore delle due stragi. A Bruxelles, la Commissione europea ha voluto rendere omaggio alle vittime norvegesi con un minuto di silenzio all'inizio del briefing quotidiano con la stampa.
E' di 76 il bilancio finale delle vittime della strage. Lo ha reso noto la polizia norvegese, rivedendo al ribasso il bilancio precedente (che era di 93) e precisando che 8 persone sono morte nell'attentato ad Oslo e 68 nell'isola di Utoya.